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Intervista a Michela Zanarella, a cura di Elisabetta Bagli

Intervista a Michela Zanarella, a cura di Elisabetta Bagli

Elisabetta Bagli: Buongiorno, Michela, come prima cosa, parlaci di te e della tua vita.

Michela Zanarella: Buongiorno a te Elisabetta, ti ringrazio per l’intervista. Sono nata a Cittadella, in provincia di Padova, il primo luglio del 1980. Dal 2007 vivo a Roma. Ho iniziato a scrivere nel 2004, dopo un tragico incidente stradale. Questa dolorosa esperienza mi ha avvicinato alla scrittura e mi ha permesso di liberare in parole tutta la negatività di un momento così complesso per la mia esistenza. Non è stato facile mettere su carta le mie emozioni, però mi sono lasciata guidare dalla Poesia. Nella vita di tutti i giorni mi occupo di servizi stampa, diciamo che la scrittura ha un ruolo fondamentale nel mio quotidiano.

Elisabetta Bagli: Cos’è per te la poesia?

Michela Zanarella: La Poesia per me è quella voce umile e spontanea che fa vibrare di sensazioni ed emozioni. La Poesia è libertà assoluta.

Elisabetta Bagli: Quali sono le tue influenze letterarie e, più specificamente, quali poeti ti hanno influenzato?

Michela Zanarella: Amo particolarmente Alda Merini e Pier Paolo Pasolini, sono due figure importanti nel mio percorso di scrittura. Mi nutro di tutto ciò che può essere significativo per la mia creatività, leggo tutti i grandi poeti che mi hanno preceduto e anche molti esordienti. Mi affascinano molto i “poeti maledetti” come Baudelaire, Rimbaud, Verlaine. Certo gli intrighi psicologici/romanzeschi di Henry James rimangono comunque il riferimento di ogni mia scrittura.

Elisabetta Bagli: Come il tuo passato e il tuo vissuto, le tue esperienze influiscono e influenzano la tua poesia?

Michela Zanarella: Il passato ha influenzato molto la mia scrittura, ho avuto un’infanzia difficile segnata dalla malattia e dalla sofferenza, sono sempre stata molto introversa e la poesia mi ha aiutato ad entrare in contatto con le persone, a rivelarmi senza paure. In ogni verso c’è una parte del mio vissuto, ciò che scrivo è legato a sensazioni e sentimenti che mi toccano direttamente, anche se cerco di rivolgermi universalmente a chi mi ascolta.

Elisabetta Bagli: Come vivi la tua nuova vita a Roma? Hai nostalgia della tua Padova natìa?

Michela Zanarella: Roma è una terra accogliente, mi sono trovata subito a mio agio e non ho mai avuto difficoltà ad ambientarmi, la Capitale è una culla di cultura ed arte, il luogo ideale per lasciarsi ispirare. Certo, ho nostalgia della mia terra, mi manca particolarmente la mia famiglia, mi mancano gli amici che sono cresciuti con me, i colleghi di lavoro. Sento la mancanza degli odori della terra, della nebbia che mi ha accompagnato per tanto tempo.

Elisabetta Bagli: L’ultima tua silloge poetica si chiama “Meditazioni al femminile”, scrivi prevalentemente per le donne?

Michela Zanarella: Non scrivo solo per le donne, la mia raccolta ha in apparenza un titolo rivolto ad un pubblico femminile, ma se uno legge il contenuto scopre che c’è ben altro, la mia poesia ha valore universale, vuole raggiungere chiunque, senza distinzione.

Elisabetta Bagli: Poesia per le minoranze o poesia per il grande pubblico?

Michela Zanarella: La Poesia dovrebbe essere per il grande pubblico, ma si sa che poi pochi la leggono, solo gli appassionati la comprano.

Elisabetta Bagli: Parte della tua attività è recensire libri di altri autori e poeti, qual è secondo te la funzione della critica letteraria?

Michela Zanarella: La critica letteraria serve a dare una valutazione delle capacità scrittorie di un autore secondo un giudizio estetico, che comprende l’interpretazione del testo, le strutture formali e lo stile utilizzato. Una critica dovrebbe mettere in rilievo con coerenza pregi e difetti dell’opera.

Elisabetta Bagli: Poesia e teatro fanno ancora oggi un bel matrimonio?

Michela Zanarella: Si, poesia e teatro si sposano a perfezione, sono arti che si fondono e si intendono tra loro, anche nel terzo millennio. Ho avuto la fortuna di realizzare degli spettacoli teatrali basati sulla mia poesia, gli interpreti e le situazioni mi hanno invogliato e spronato a sperimentare altre soluzioni che vedono combaciare la narrativa e la poesia.

Elisabetta Bagli: Nel tuo percorso come autrice hai avuto delusioni forti?

Michela Zanarella: Le delusioni ci sono state e credo non mancheranno mai, però ho imparato a guardare oltre e a credere in me stessa.

Elisabetta Bagli: Come vede il suo futuro Michela Zanarella?

Michela Zanarella: Spero che il futuro mi riservi tante realtà piacevoli sia nella scrittura che nella vita di tutti i giorni, mi auguro di continuare a scrivere e di realizzarmi professionalmente.

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4 Comments

  • Reply
    AP
    Gennaio 7, 2013 at 11:01 am

    Complimenti ad entrambe per questa bella intervista. AP

  • Reply
    Elisabetta Bagli
    Gennaio 30, 2013 at 11:53 am

    Grazie mille, Alessandra! ê stato un vero piacere poter conoscere a fondo una poetessa sensibile e preparata com'è Michela!

  • Reply
    Fiorella Cappelli
    Febbraio 9, 2013 at 9:35 am

    Un'intervista chiara e pulita, quella di Elisabetta Bagli, dove le risposte della poetessa Michela Zanarella arrivano dirette ed intense a mostrarci con quanta linearità ed umiltà ci offre frammenti della sua vita e del suo amore per la poesia, come espressione di "libertà assoluta".

  • Reply
    Elisabetta Bagli
    Febbraio 10, 2013 at 7:37 pm

    Grazie davvero Fiorella per il tuo commento e per aver interpretato la poetica di Michela Zanarella così com'è, pura espressione di "libertà assoluta". Grazie!

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