Senza categoria

Questi fantasmi, di Elisabetta Bagli

ghost“Questi fantasmi”

Spesso, la paura di apparire come si è ci fa assumere atteggiamenti che sono totalmente distanti dalla nostra vera natura. Ci attribuiamo dei ruoli per poterci difendere dall’essere nudi, dall’essere inermi e indifesi di fronte agli altri. Varie sono le cause e le manifestazioni della paura. Essa è stratificata e inconscia in noi, ma solo nel momento in cui ne prendiamo coscienza possiamo dire di essere sulla buona strada per poterla superare. A volte, crediamo di averla vinta, ci impegnamo e cerchiamo di essere noi stessi senza indossare delle maschere. Ma spesso non è così, spesso le paure continuano ad albergare nelle nostre anime anche se sono momentaneamente sopite o invisibili come fantasmi. E involontariamente ci troviasmo ad indossare delle maschere che neanche ci accorgiamo di avere.

Basta un nulla, un evento qualsiasi per riportarci alla mente quella sensazione di dolore o di inadeguatezza che ci fa star male e scomodi con noi stessi e di conseguenza con il mondo circostante. I fantasmi ritornano perché, in realtà, non sono mai andati via, perché, in realtà, sono parte di noi ed eliminarli del tutto sarebbe come mutilare un po’ del nostro essere completi con la forza e il coraggio, le debolezze e le paure che ci contraddistinguono. Per vivere bene è necessario mitigare tali atteggiamenti che ci portano all’insicurezza e al conseguente spettro della depressione dalla quale è ancora più difficile uscire. Si può convivere con i fantasmi? Decisamente sì, ma facendoli rimanere delle ombre in noi, a dimostrazione che qualcosa è accaduto, che qualcosa ci ha segnato ed è proprio per tale motivo che siamo in un determinato modo e non in un altro. Ma non dobbiamo farli vincere mai!

Elisabetta Bagli

Fantasmi da Dietro lo sguardo, silloge di Elisabetta Bagli

http://www.twinsgroup.it/twinsstore/artemuse-editrice/105-elisabetta-bagli-dietro-lo-sguardo.html

 

Fantasmi
si rincorrono negli scrosci d’acqua,
nelle urla del vento
che attraversa gli alberi spogli.
Uccidono le mie speranze
spazzate dalle eliche di un mulino,
girandole danzanti
nel mio cielo opaco
striato di grigio.

 

Fantasmi
si agitano nell’aria della notte
suonando i rami secchi
del nostro amore.
Un ricordo, l’arcobaleno.
Ormai sbiaditi
i colori dei nostri sogni
vogliono vivere ancora,
amare ancora te.

 

Fantasmi
dissolti nelle tenebre
del nostro mondo senza vita.
La mia è una lotta impari.
Ora non ci sono più,
ma le loro ombre
abitano la mia debole mente.
Continuo ad amare te
che non vuoi più me.

 

(all rights reserved)

 

 

You Might Also Like

No Comments

    Leave a Reply