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Sole Luna è la vincitrice della prima edizione del Premio Libera Espressione 2012


Sole Luna è la vincitrice della prima edizione del Premio Libera Espressione 2012

Il grande successo del premio internazionale di poesia Libera Espressione 2012, premio Erica Angelini, ha finalmente esposto il nome del vincitore: Sole Luna con la sua silloge poetica A te.

La prima a rendere nota la meravigliosa espressione artistica della vincitrice è la nostra Elisabetta Bagli, la quale ha così commentato l’opera:

“La silloge poetica A te di Sole Luna è stata per me una sorprendente scoperta. Ben strutturata nella sua complessa semplicità, si presenta al pubblico mediante poesie uniche le cui tematiche, sviluppate attraverso la musicalità dei suoi versi, coinvolgono immediatamente il lettore, facendolo sentire parte integrante delle immagini riportate nero su bianco dall’autrice. La sofferenza, l’inadeguatezza dell’essere umano alle circostanze della vita alle quali non riesce ad adattarsi, l’amore mai pienamente realizzato, sebbene venga descritto carnale e idealizzato nel contempo, gli sguardi che la poetessa getta sulla sua terra, sulle sue tradizioni, rendono questa silloge completa e preziosa. Sole Luna è un personaggio nuovo dotato di una sensibilità eccezionale, un personaggio da seguire attentamente nel panorama degli autori emergenti e del quale, ne sono sicura, sentiremo parlare anche in futuro.”

Con Sole Luna ci ritroveremo sabato 29 settembre a festeggiare il giorno della premiazione, ospiti del comune di Buonconvento di Siena, città di Erica Angelini a cui è dedicato il premio. In tale occasione verrà presentata la silloge della vincitrice e premiata con un quadro dell’artista Elena Angelini, sorella di Erica. A presenziare all’iniziativa tutto lo staff del Giveight tra stampa e tv… e qualche sorpresa che sveleremo più avanti!
La grande festa del 29 settembre 2012 sarà la conclusione del “Settembre del Giveight”, un’iniziativa che vedrà impegnati gli 8 autori del Giveight e le due vincitrici del primo premio Comitato lettori del Giveght (Kenia Cedeno e Marisa Provenzano) le quali presenteranno i propori libri in ben 2 continenti, America e le principali capitali Europee.

E concludo mettendo qui di seguito le tre opere presentate e augurando a Sole Luna un futuro magnifico, con la preghiera che non dimentichi, ogni tanto, di allietarci ancora con le sue bellissime poesie.

“Il mio mondo”

Sono morta tante volte
altrettante volte ho dovuto rinascere
per sollevare il passo dei miei errori
-sono tornata per restare.

Ti ho amato tante volte
ho amato meno me
altrettante volte ho odiato le distanze
e le attese assurde.

Ho tagliato i miei capelli
-ora, piangere non serve
ho distrutto i miei colori
-sapevo dov’eri quando mi dimenticavi.

Sono l’estensione di una vita di sogni
sono il limite del tramonto
là, dove il mare bacia il cielo
dove l’occhio non ha voce e si bagna assurdamente.

Vivo, in una bocca dove la lingua non ha più suono
e sorridono gli occhi se percepiscono la luce -il tuo abbaglio.
Sollevami, sono senza peso
l’ombra allungata dei passi stanchi, la porta socchiusa dei silenzi.

-So restare al mio posto
porto il peso delle croci e il loro centro
chiodi affilati intorno al cuore che ha palpiti delusi
-non si vuol fermare …

Sarò ancora cerchio
-dammi un altro bacio, come Giuda
parto dallo stesso punto dove arrivo
il principio e la fine che delimita il mio mondo

Spesso dimentichi

-Spesso dimentichi-
trattieni il respiro e, divento il tuo mondo
la luce taglia il mio cielo e il corpo
ha l’istinto dannato e l’onnipotenza disarmante.

Quando la tua bocca scandisce il mio nome
io, sento battere in me la tua vita

E guardi il mare

È tempo dell’essere senso
un senso di vita oscillante
ciò che brucia, sono le scelte
e il veleno che scorre veloce sa vincere.
Ascoltare una messa finita
i colori di vita vissuta o forse inventata.
E ho smesso anche di piangere
di soffrire o forse di esistere
di ascoltare solo la voce delle mie voglie

-che cosa vuoi …

Il mondo, ti guarda sospeso
quando la corda stringe il collo
e le braccia scendono a penzolo
lungo i fianchi del sogno.
E ti chiedi che cosa è sbagliato
sono solo i punti di vista
se in obliquo metti la testa e, guardi il mare

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