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“I Canti di Erin”: guerra e coraggio, amore e leggenda. Maurizio Donte per ArteMuse Editrice

I Canti di Erin: guerra e coraggio, amore e leggenda

I Canti di Erin, di Maurizio Donte
Gentili lettori e lettrici, oggi vi presentiamo un’opera dal sapore speciale: I Canti di Erin di Maurizio Donte, edita da ArteMuse Editrice sotto la collana Castalide.
La scelta di pubblicare il libro nella sezione dedicata ai componimenti poetici, è dovuta alla natura stessa dell’opera: I canti di Erin sono poemi epici dai tratti lirici, le cui storie non seguono un percorso narrativo romanzato ma rispettano la struttura dei leggendari canti celtici, proposti in chiave moderna e contemporanea. Maurizio Donte, grandissimo esperto del settore, interpreta e rispetta la tradizione rendendola attuale, esaltandone gli aspetti mitologici, culturali e sociali realizzando un’opera appetibile sia per gli appassionati del genere che per i digiuni sull’argomento che vogliano conoscere un nuovo mondo antico. Raccogliendo e rivisitando l’eredità dei remoti Bardi, cantori di epopee che deliziavano la tribù durante i cortei, Maurizio Donte presenta uno scritto che sa di storia e poesia e che disegna sullo sfondo la società guerriera primitiva celtica, con protagoniste le vicende e le gesta del Mastino di Cullan, mitologico guerriero celtico-irlandese, reinventate dall’autore pur rispettandone le caratteristiche tradizionali.
Maurizio Donte
Maurizio Donte è nato a Imperia il 29 dicembre 1962. Fin dalla scuola media si appassiona allo studio dei grandi poeti del passato e si dedica alla lettura dei grandi dell’epica. Inizia a scrivere i primi componimenti poetici, sotto l’occhio compiaciuto degli insegnanti di lettere che lo incoraggiano a proseguire gli studi al liceo classico. Sorprendendo tutti, opta però per gli studi scientifici, diplomandosi come perito chimico industriale e conseguendo l’attestato universitario di Tecnico di Laboratorio Biomedico.
Il percorso scientifico non gli fa perdere di vista la sua grande passione per la letteratura: nel 1983 vince il Premio Garlenda per la poesia in vernacolo. Negli successivi continua a scrivere senza però
pubblicare. Nel novembre 2011 decide di riunire le lettere di critica politica inviate e pubblicate dalla Stampa di Torino in un volumetto dal titolo “Commentarii de Re Publica”, che viene accolto positivamente. I seguiti di tale libro, De Imperio Mundi e Delenda Carthago, vengono pubblicati a puntate sul magazine online di critica politica “Adelfo”, classificandosi tra i primi cinque articoli più letti della settimana nel corso del 2012. A febbraio del 2012 pubblica il suo primo romanzo storico (venato di fantascienza) De Bello parthico, un successo inatteso che spinge l’autore a scriverne il seguito, il De Bello Sarmatico. Nel 2012 vince il concorso internazionale di poesia “Quelli che a Monteverde”, riceve la segnalazione della giuria al “Regina Margherita” e si classifica secondo al “Mediterraneo 2012”. Molti sono i progetti in cantiere che lo riguardano e che lo vedranno protagonista sulla scena letteraria italiana nei prossimi anni, tra cui, appunto, il recentissimo I canti di Erin, poemi epici pubblicati da ArteMuse Editrice sotto la collana Castalide.

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