Andrea Leonelli Elisabetta Bagli Maurizio Donte Monica Pasero poesie fast Sebastiano Impalà Stefano Balestrieri

11º Incontro poetico di poesia fast. Tema: “La morte”

11º Incontro poetico di poesia fast. Tema: “La morte”

“Posso solo stimarti” – Poesia Fast (Marina Delvi vincitrice)
Ho sentito l’odore di essa
sapeva di abbandono al dolore,
di freddo e di stanchezza
al comando del mio corpo;
ti ho incontrata in fretta e furia,
la tua conoscenza era un sapere divino
e un riflettere del mio aver dato
cosi poco per seguirti o morte!
La tua strada è un percorrere
confusionale e buia.
O morte… alla fine del mio percorso
mi spaventa la tua compagnia
anche se è una strada
consumata nella storia dell’origine,
osarti non potrei,
distoglierti dal mio destino neanche,
posso solo stimarti
e stimare che ti ha creato
perchè senza la morte
la vita non avrebbe nessun valore .

   
“Morte” – Poesia Fast (Stefano Balestrieri- Vincitore)
Gelido sospiro
placido ti posi,
su noi che ignari ti attendiamo
tu che vivi nella vita,
come speculare suo riflesso,
tu eterno e folle abbraccio,
che ci imponi gli abbandoni.
Sei orizzonte senza fine,
acque calme del silenzio,
ci trascini verso il nulla,
da cui poi rinasce il tutto.
Noi polvere nel vento,
ti seguiamo nell’ignoto,
e naufraghiamo nel tuo mare,
lasciando i sogni e le memorie,
ad un vivere distante,
che più non ci appartiene,
a chi continua nel cammino,
custodi del nostro lascito,
detentori di un eterno legame
tra le nostre anime.

“Quando sarò pronta”– Poesia Fast ( Rosa D’Agostino-vincitrice)
Pensieri tristi nella notte,
ecco ti vedo
con quella falce scura,
tendi la mano, , vuoi che venga,
no,
non sono pronta
non posso lasciare tutti nello sgomento,
non voglio che che non mi vedano più
senza un perchè,
lascerò il mondo,
lascerò uno scritto
non voglio stare sotto terra
non voglio restare al buio
voglio che le mie ceneri
siano disperse al vento,
lascerò di me dolci ricordi
le mie poesie, i miei pensieri,
poi chiuderò gli occhi,
ti tenderò le mani
e volerò lassu’
dove non avrò più problemi
assilli e dispiaceri,
lassù riposerò,
avrò un pò di pace
e tu morte
contenta te ne andrai
cercando nuove braccia.

Se… – Poesia Fast (Rossana Roxie Lozzio)
Se la morte non fosse
ciò che ci attende
dopo questo tormentato percorso
che chiamiamo vita…
se la morte fosse solo il premio
per aver affrontato
e a modo nostro,
vinto, questa sfida!

“Quel che resta” -Poesia Fast (Sebastiano Impalà)
Solo questo resta in noi.
Un occhio dischiuso
che carpisce le immagini sfocate
di un sogno irrealizza

“Non c’è più tempo” – Poesia Fast (Sebastiano Impalà)
Se avessi ancora tempo
ti racconterei cosa provo
ad osservarti
senza vita,qui vicino a me.
Negli occhi la paura
dell’ignoto,
l’insofferenza del passato
che s’infutura in noi.
La mente stanca non risponde
i pensieri muoiono lentamente
e sfumano
come tramonti asincroni.
Non vivo più i colori
di una volta,
la morte lascia dipinti
in bianco e nero

“La Morte”– Poesia Fast (Lucio Freni)
Fugge impaurita
come velo che precipita
ondeggiando inquieto,
rappreso e squarciato;
quando le labbra tue
e le labbra mie
si mangiano,
di dolci baci.

“La morte” -poesia fast (Kenia Cedeno)
Cos’è la morte?
Soltanto un passaggio da un posta all’altro
un secondo e via, voli altrovein un posto deve io non posso stare con te.
Dove non mi e permesso entrare
se chiudo gli occhi,
vedo tutto ciò che la immaginazione riesce creare
vedo te!!! il tuo camminare lento,
col tuo sorriso che mi apre il cuore,
vedo te!!! che allunghi le tue mani
e tante volte riesco a sentire il calore
del tuo amore per me,
se piango, il tuo viso
triste, opaco, ma non e ciò che voglio
allora prego, per chiedere a Dio
di farmi rimanere vicino.
Non ho mai capito
se il paradiso esiste veramente
ma dove tu ti trovi, oggi e sempre
io ti verro a cercare,
per che la mia anima ti verrà a cercare
e non ti lascerò mai più.

“Nel buio” – poesia fast (Kenia Cedeno)
Fredda, che a tanti fai paura
altri riescono a nascondersi
come si questo bastasse a te, oh morte!!!
spietata, porti via il più bello di noi: la vita.
Io che ho paura del buio
e solo alla immaginazione fugo,
arrivi tu, lenta che non ti fai sentire
e pure sono certa che sei li
fianco a me.
Paziente, in attesa del momento giusto
dell’attimo fuggente
e pure sono certa che sei li
proprietaria de questa anima
che non ti vuole,
ma e tua, e prima o pio la verrai a cercare
calma, veloce non lo so
ma sono certa che te la riprenderai.
Lasciami il tempo
di fare tutto ciò che ho iniziato,
di conoscere l’amore,
di vivere il sogno di essere amata
e poi senza scuse verro con te.

“Senza Frontiere il suo libero Amore”– poesia fast (Oliviero Angelo Fuina)
(in morte di David)
Nel mio piccolo, colpito da ciò che Andrea ha condiviso con noi su David Cavalluzzo, ho scritto piccole parole “in morte di David”. Non so se può essere considerata totalmente in tema ma voglio postarla:

E sbaglierei a dire vuoto il mondo
senza il suo volo a camminare Vita:
è pieno e fecondo dell’ampio sguardo
oltre gli abbracci a scaldare i suoi giorni.

Lui che donava se stesso in pudore
ricucendo in stoffe lise la trama
senza indossare broccati in ritorno
bastandogli il senso d’essere al meglio.

Del focolare di amati sorrisi
portava il calore ad ogni orizzonte;
senza frontiere il suo libero amore
e senza fine ciò a cui diede inizio.

Non ti conosco ma vedo i tuoi passi
sopra le gesta di Angelo in terra
ti sei spogliato per esser più vero
vesti il pensiero più ricco del mondo.

Venne la morte sul camice bianco
lasciando immortale il Dono Sublime.

“La morte esiste per chi resta”– Poesia Fast (Oliviero Angelo Fuina)
La morte esiste per chi resta
nei brevi addii d’eterno sapersi;
viene falciando corte radici
librando nel cielo aquiloni.

Rimane in fondo al cuore lo sguardo
di un volo finalmente compiuto,
rimane sopra gote, in cadere,
l’assenza in rugiada salata.

Ilario, il mio neurone solitario, in punta di piedi e in tasti sommessi, vuole lasciare la propria acrostica traccia… – Poesia Fast: Oliviero Angelo Fuina

L ieviti
A more,

M orte
O ccasionale
R edenta,
T racciando
E ternità;

D eclamo,
I nadeguato:

D ovunque
A nteponesti
V ita
I nficiando
D olori,

C onsegnasti
A more
V itale
A polide.
L ambendo
L emmi
U niversali,
Z avorro
Z one
O niriche.

“Spegnersi” – poesia fast (Cristina Parente)
E resta solo polvere arsa dal sole
Prima di incontrare l’azzurro
Spegnersi senz’ombra di speranza
All’improvviso come cala la notte
Abbandonare tutti i sogni
E scendere in abissi infernali
Chiudere il cuore sotto una pietra
Senza pregare né piangere
Spegnersi per amare ancora
E urlare sorrisi come orfani
In cerca ancora di spiragli
Dove inscenare a piedi nudi
La commedia della vita

“A te…” -poesia fast (Donatella Pardini)
Gelido volto che un giorno
ridesti alla vita,
adesso giace il tuo corpo
i tuoi occhi chiusi non danno
alcun segno.
La tua bocca schiusa non urla
più il tuo dolore,
non più lacrime versate
non più parole urlate
la tua essenza di vita
è fuggita da te,
in un triste mattino,
e nella mia mano
è rimasta la tua
immobile e fredda

‎”Requiem”– Poesia Fast (Alberto Prati)
Innominata sei tu
Tanto temuta sei tu
Unica certezza
Tu, solo tu, dai senso a questa vita

Puoi essere violenta o dolce
Non importa
Sicura è la tua falce

Spargi la tua sentenza
Sotto di te, l’uomo in adunanza
Tutti uguali
Tutti amorali

Pallide marionette senza forze

Dispensi equità
A questa vita
Rendi il senso compiuto
E gaudio ricevuto

Non sei bella
Ma sei indispensabile
Manca il respiro
Ma io sorrido

Dopo di te niente
Oltre te tutto

“L’incontro” – Poesia Fast (Regina Re)
Un biglietto da visita ti annuncia
annuncia che la storia comincia
comincia con una fine annunciata.
Un’alba che guarda al tramonto
un tramonto che brama l’alba
il giorno che si ubriaca della vita.
Ti sei specchiata dentro i suoi occhi
ti sei stupita dell’immensa dignità?
Sei rimasta delusa, povera illusa
da chi di te non ha mai avuto paura.

Per te

“Morte” – poesia Fast (Nadia Lattanzi)
..andare di qua e di la..
incessantemente nel tempo..
prima di conoscere davvero che morire non è davvero tale, ma soltanto
passare da un corpo all’altro.
Amando, conoscendo..e di sicuro
conoscendo te.
Prima o poi…

“Ricordati di me” – poesia fast (Sabrina Tolo)
Mi ricordero’ te
Per gli anni che
Ci separano, e
Quando cessera’
Il tempo , mi
Ricordero’ degli
Attimi vissuti
Rubati in segreto,
La tua essenza restera’
Nelle mie mani,
Ricordero’ la tua
Voce nel silenzio
E un tuffo al cuore,
Quando nelle parole
Cerchero un libro che
Non ce’ . Ed io ti vedro’
Spettatore, angelo del
Cielo, calera’ il sipario
Ed io saro’ ancora
Nello spettacolo della
Vita.. Rimarra’ di noi
Un bellissimo ricordo
Di un amore grande.
Mentre respiro
Poesia.. Pensando a
A te alla vita di un
Fiore….

“Evoluzione della vita” – Poesia Fast (Gino Centofante)
Lento progredire
di questa vita,
scorrere simultaneo
di emozioni ed errori
inconsapevoli
frutti acerbi che
mai rinvigoriranno.
Oh, così eterna vita,
lunga speranza,
millimetro calibrato,
peso di una farfalla
che ha tarpate le sue ali
d’argento e d’argilla
sembrano sbatter
al suono di una nenia
fraudolenta.
Una scalata verso quel
monte, maestoso e
irridente che brilla
di una luce che è orientamento,
perdizione, fine, passaggio e
paesaggio soave di ciò che è niente
ed effimero, e di ciò che diverrà
lente focale e itinere
comune della vita che è
transizione.
.

“Morte”– Poesia Fast (Federico Cervigni)
Ogni volta che muoio
è più vicina
ad esser l’ultima.

“La memoria di un ricordo” – Poesia Fast (Tonino de Gennaro)
Interminabile certezza
dell’uomo
presente come un’ombra
stesa all’infinito
in alternanza alla vita
l’uomo così fragile nella tua verità
cerca nell’anima l’eternità
che tu non rendi
morte
non ho sapienza nel definirti
o indulgenza nel comprenderti
sento solo la forza dei ricordi
sfiorarmi l’anima
e rendere eterni
chi non c’è più
la memoria di un ricordo
non muore mai..

“Niente finisce” – Poesia Fast (Anna Cibotti)
Sei negli occhi smarriti del cieco
che non vuole vedere
il sorriso
nella faccia degli altri,
nella lenta agonia
nell’amore non dato,
nel tempo sprecato
ad arricchire la borsa
impoverendo il cuore
nell’odio
nell’ignoranza
nell’indifferenza.
Sei l’angelo nero
il diavolo delle tentazioni
signora e padrona
delle paure
dei dubbi
del dolore.
Ma non vincerai.
Dopo di te
o Morte
ci sarà ancora vita
Un’ energia che non potrai rubare
la nostra anima!

“Blaye”– Poesia Fast (Davide Gorga)
Croce di gigli
e bastoni fioriti
nel cielo lontano.
Oltre l’oriente
scuro di stelle
canti di fuoco
come sorelle.
Torna il ricordo
fra prati lontani
della bianca figura
nel fuoco, nel fuoco.
Torna la voce
al chiaro mattino
la fresca sera
sul volto severo.
Torna la vita
che desti in dono
tra lame d’ombra
al tramonto.
Canto e preghiera
luce di stelle
sul lungo sentiero
mi accompagna
per sempre.

“L’attimo in cui tutto finisce” – Fuori Concorso (Andrea Leonelli)
L’attimo in cui tutto finisce
Ammanta di bianco l’occhio
Vela lo sguardo
E ombreggia il volto
Cadi
Nel niente
L’attimo in cui tutto finisce
Copre di nero dolore
Disperazione
L’amore rimasto
La parola taciuta
L’attimo in cui tutto finisce
Ritorna ogni giorno
Sempre presente nell’assenza
E quelle cose non dette
Restano sospese
L’attimo in cui tutto finisce
È come eterno
Immobilizza la vita
Chiudendo le porte
A possibilità future
L’attimo in cui tutto finisce
Restano nell’aria
Particelle d’infinito
Pulviscoli di destino
E polvere di desideri
L’attimo in cui tutto finisce
Aspetta il tempo
A sgombrare le macerie
Ma resteranno i segni
Sulle anime vive

Dedicata a David e IAN

“Nel colore delle mie lacrime” – Fuori Concorso (Andrea Leonelli)
Nei giorni a venire,
lenti come passi d’un vecchio
un vuoto ingombrante
a scavarmi dentro.
Vuoto come gli occhi dei disperati
Straziata riempio fogli
e pareti, lastre,
ogni superficie
su cui vorrei trovarti,
di disegni e immagini,
di tratti che non delineano
i tuoi occhi
invisibili ora ai miei.
Ma sempre presenti
dentro i miei,
e sulla pelle cangiante
dei miei umori
Quelle cose non dette
perché tanto c’è tempo,
c’è occasione migliore.
D’improvviso il fato
che spazza via i sogni
con una telefonata.
Resta quel che c’era
fra noi di inespresso
e intingo il pennello
nel colore delle mie lacrime
dipingendo la vita
come mi hai insegnato tu.

Ispirata dal dialogo con IAN
Dedicata a David e IAN

“Morte” – Fuori Concorso (Monica Pasero)
Dolorosa come la rassegnazione
Crudele  come l’odio
dolce  come la quiete
 misericordiosa come la pace
 Tu nel buio del tuo mistero
 ci conduci
 tu fonte per chi crede
alla rinascita eterna

“Le ali della notte” – Fuori Concorso (Elisabetta  Bagli)
Le ali della notte
si sono posate su di te.
Nuoto nel buio
che ti ha portato via
cercando la luce
del tuo muto addio.
Sento il freddo
del tuo corpo gelare il mio.
Ti cerco
nella mia anima inquieta,
nelle parole che non
mi hai mai detto,
nel vuoto dei miei occhi
consumati e spenti.
Ti trovo in tutte le lacrime
che ho versato per te.
Ora so che
ho atteso invano
a dirti ti amo.
Ora so che
ascolti i miei affanni
tra la polvere.

“Mille forme” – Fuori Concorso (Elisabetta Bagli)
Mi sono fatto aria

per seguirti,
ho preso mille forme
per vestire i tuoi giorni.
Ora sono la brezza
che spira sull’erba,
l’alba e il tramonto
e il profumo dei fiori.
Sono la luce
vibrante nella mente
e la paura
che ha vinto la morte.
Mi vedrai negli arcobaleni
e nei voli delle colombe,
nelle gocce di pura sorgente
che imperlano la terra mia.
Ti guarderai allo specchio
e mi vedrai sulle tue labbra,
accenderò il sorriso
di quel sole nero
che ora vive in te.

“Spilli d’incredula notte” – Fuori concorso (Oliviero Angelo Fuina)
(Ciao papà)
E’ il passato ad affacciarsi
nel nuovo orfano futuro
mentre non saluti, discreto,
lasciando visibili impronte

e spazia in vuoti non voluti
reduce sguardo di ringhiera
– rivedo la tua scalza assenza
nel talamo d’unione eterna –

Sono caduto nel terreno
adiacente il tuo tronco spento
folte radici di memoria
da intrecciare in rami che sanno;

e intanto scrivo metafore
tacendo l’alfabeto vero
non è il pianto che smuove i giorni
ma spilli d’incredula notte

“Pensando ad un’amico…” – fuori concorso (Donatella Pardini)
E semmai succedesse
che i nostri volti
si rivedessero…
come spiegarti
questo mio
sorriso spento
pieno di amarezza.

Senza motivo
sei andato via
hai lasciato
un vuoto
incolmabile….
anche le mie lacrime
sono aride
solo un soffio
un sospiro
mi basterebbe
e ti perdonerei…

“L’ uomo e la morte” – fuori concorso (Araba Fenice)
oggi egli cena,
e al centro dell ‘io
la parola è possente,
sicura la presenza,
si ode un tocco alla porta : un mendico ….
via, cane putrefatto , egli grida.
E cosi continua….
Ma il tempo marcia,
gli anni maturano,
la tomba si scopre lenta,
e cena ancora ..
gli occhi stanchi sono le perle del suo viso debole,
il corpo cede….
alla porta si bussa,
sara’ un Lazzaro, egli pensa..
e borbotta : << VIA ..VIA….>>,
faticoso si alza….
apre e….
un aiuto infuocato
chiede alla MORTE inaspettata,
coperta di nero eterno—-

“L’autunno dei sensi” -Fuori concorso (Rosa Maria)
Spoglia come una rosa d’autunno,
i miei petali si adagiano sull’erba bagnata,
gocce di rugiada al mattino si posano su di me.

E’ l’autunno dei sensi,
di un amore che si appresta a morire,
pensieri cadono spogli sul mondo,
sogni si innalzano,
la mie foglie protese verso il cielo,
le mie braccia protese verso te.

E’ l’autunno di sensi,
lo sfiorire di una vita,
la tua,
l’adagiarsi spoglio di una rosa,
la mia.

Recensione della poesia “Quando sarò pronta” di Rosa D’Agostino, a cura di Elisabetta Bagli.

La lirica di Rosa D’Agostino è indicativa dei contrasti interiori tipici dell’animo umano. Si suddivide in due parti. Nella prima parte, nonostante la tematica che abbraccia, risulta essere un canto alla vita. La poetessa con i suoi versi “non voglio stare sotto terra/non voglio restare al buio” mostra il desiderio di voler aggrapparsi alla vita con tutte le sue forze e di non voler seguire la Signora dalla falce scura per non creare dolore ai suoi cari che rimangono su questa terra (“non sono pronta/non posso lasciare tutti nello sgomento,/non voglio che non mi vedano più”). È l’altruismo che si rivela in punto di morte, un altruismo dettato dall’amore incondizionato che si è provato in vita, che riempie l’animo di gioia ma anche di pensieri tristi scaturiti dalla consapevolezza di dover lasciare questo mondo, prima o poi. Un giorno bisognerà arrendersi e “tendere” le mani alla morte. E, infatti, nella seconda parte della poesia si capovolge il sentimento con il quale viene affrontata. In questi versi, la morte viene vista come unica via di salvezza per riposare dai dispiaceri e dalle brutture del mondo, per trovare finalmente pace. “Quando sarò pronta” è una lirica dai versi semplici e lineari, composta da riflessioni e pensieri nei quali si evince una norma universale, la necessaria presenza del dolore e della morte per poter inneggiare alla vita. Complimenti, Rosa D’Agostino!

Recensione della poesia “Morte”di Stefano Balestrieri, a cura di Nadia Milone

E’ ricca di significato la poesia di Stefano Balestrieri, che vede la morte come un riflesso della vita stessa: “Tu che vivi come speculare suo riflesso…” . Una fine e un nulla proiettati però verso una futura e possibile rinascita. Quando moriamo andiamo verso l’ignoto, lasciando ormai dietro di noi la nostra vita e i nostri sogni, facendone dono prezioso a chi rimarrà a piangere per la nostra scomparsa. Li lasciamo loro in modo che li custodiscano come un dono prezioso.
Rimane comunque un profondo legame tra le anime che nemmeno la morte può sciogliere, perchè è forte e indistruttibile e va oltre a tutto, persino alla morte stessa. Moriremo, è inevitabile, ma rimarremo comunque nei cuori di chi ci ha amati e nella loro quotidianità “detentori di un eterno legame tra le nostre anime”, come cita il poeta. E’ un messaggio positivo, che questo poeta vuole dare a tutti noi, un messaggio di speranza in un frangente così doloroso. Questa morte, purtroppo inevitabile, non potrà
cancellare i profondi legami di una vita.
Complimenti a Stefano Balestrieri, un poeta di grande talento riconosciuto e apprezzato.

Recensione della poesia “Posso solo stimarti” di Maria Delvecchio (Marina Delvi), a cura di Monica Pasero

In questa poesia, vive il profondo significato dell’esistenza umana. “Senza di te morte la vita non avrebbe alcun valore!” cita così Maria Delvecchio nella sua ode alla morte.
Frase alquanto significativa e pura che ci fa comprendere appieno l’importanza se pur tragica del morire.
La vita senza la morte non sarebbe vita, priva di questa finalità non apprezzeremo le piccole gioie e non lotteremo così tanto per mantenerle.
“Posso solo stimarti e stimare chi ti ha creato!”prosegue così Maria nel suo componimento. Questi versi oltre profumare di rassegnazione a questo evento naturale,evidenziano anche rispetto e stima per questo passaggio obbligato della nostra esistenza. Ancora una volta Maria Delvecchio nella sua delicatezza ha composto un piccolo diamante di verità sul valore assoluto della vita e la morte.
Complimenti alla poetessa Maria Delvecchio

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