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Recensione della poesia “Erotica” di Maurizio Donte, a cura di Elisabetta Bagli

“Erotica”, di Maurizio Donte

Lenta frange l’onda
sulla petrosa riva
ed il tuo corpo rorido
vedo uscir dal mare:
brillano le gocce
e scivolano
sulla tua dorata pelle,
come diamanti
luccicano nel sole.
Incanto di te mi prende
al mirar mentre ti muovi,
soave sirena
che sorgi dall’onda,
Venere che rinasci ancor
dall’Ionica spuma…
Seguo la curva
del tuo sinuoso fianco,
eretto il seno tuo
promette amore.
Estenuato desiderio di te,
mi assale,
muto poeta che non ha cuor d’amarti.
Notturno tuo amante,
solo a parole.

* * *

Recensione della poesia “Erotica” di Maurizio Donte, a cura di Elisabetta Bagli

La poesia “Erotica” di Maurizio Donte è un inno alla donna e all’abbandono estatico del poeta nell’osservare la sua musa ispiratrice che esce dal mare. Le onde del mare si infrangono sulle rocce nello stesso modo in cui lo fanno i desideri irrealizzati di lei. E’ come una “soave sirena”, una “Venere”, il cui fianco e il seno è necessario seguire per appagare gli occhi e sedare il desiderio. Ed è proprio in questi versi che si ode come un’eco musicale, il suo languore e la sua triste malinconia di non poter riuscire ad arrivare a cotanta bellezza.

Ma il poeta sfrutta l’onda dettata dalle parole e sfuma l’incanto della sua visione all’interno del suo mondo poetico descrivendo come il “notturno tuo amante” non può far altro che rimanere silenzioso impossibilitato ad amarla in altro modo che non siano le sue parole. “Estenuato” da tanto desiderio, incapace di agire, il poeta si rifugia nel mondo dei ricordi, dei sogni in cui condensa la sua vita quando essa viene privata dell’azione.

La poesia “Erotica” di Maurizio Donte ha un livello di estetismo molto elevato che ben si adatta alle immagini ivi evocate. Una breve opera d’arte.

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1 Comment

  • Reply
    michela zanarella
    25 Luglio, 2012 at 8:48 am

    Una poesia costruita nel rispetto di una poetica raffinata, dal lessico ben calibrato, scelto con cura e meticolosità. La donna al centro del "canto" assume il ruolo di musa che ispira ed il poeta la celebra in tutto il suo incanto.

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