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“L’altra donna”, di Doris Lessing

“L’altra donna”, di Doris Lessing


Doris Lessing è una scrittrice inglese vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 2007. Ha vinto il Premio Nobel per la “sua capacità di trasmettere l’esperienza femminile e di narrare la divisione della civiltà con scettiticismo, passione e forza visionaria”.
“L’altra donna” è il titolo del primo dei tre racconti che costituiscono il libro e che dà il titolo a questo libro piccolo, ma molto intenso e pieno di significati. I tre racconti sono uniti da un unico filo conduttore, ovvero l’incapacità degli uomini a procedere nella vita e a vivere una vita degna se non hanno accanto a loro una donna che li accompagna.
Secondo la scrittrice la lotta con il genere maschile è una lotta quotidiana che devono affrontare le donne in contrapposizione agli uomini, per non essere sopraffatte.
Nel racconto “L’altra donna”, la protagonista Rose vede la propria vita distrutta dalla guerra e dopo varie relazioni viene salvata da un uomo Jimmie che si rivela essere una persona poco matura, ma è un uomo che nonostante le varie promesse di una vita insieme non riesce a separarsi dalla moglie. Rose si fa coraggio e e scrive alla moglie di Jimmie. Un giorno si incontrano tutti e tre nell’appartamento di Rose e da lì si instaura una sorta di complicità con la moglie di Jimmie, la Signora Pearson a dimostrazione del carattere inconcludente di Jimmie.
L’altro racconto “Il quadro” si svolge in Rhodesia del Sud e Marina, la protagonista si trova a dover prendere delle decisioni importanti non solo per se stessa, ma anche per i coloni che vivono con lei. La casa presa in affitto da lei e dal marito ha un quadro che se regalasse al suo colono potrebbe salvare il suo matrimonio con una inserviente dell’altra casa. Ma, nonostante, il quadro non sia di sua proprietà Marina decide di regalarlo. È una critica al colonialismo e agli uomini che sono alla base della società coloniale.
Il terzo racconto è “Eldorado” ed è la narrazione di un fallimento, di una famiglia di agricoltori che si riduce in povertà perdendo la propria piantagione di tabacco per la ricerca dell’oro che il padre pensava fosse nei propri terreni. Chi dovrà risollevare le sorti della fattoria non saranno né il figlio, né il padre, ma la madre Maggie.
Una scrittura inusuale e molta psicologia che porta a un unico pensiero l’inettitudine del panorama uomo. Descrizioni e ambientazioni meravigliose, nostalgiche e critiche della società. Un libro attuale, molto aderente alla società nella quale viviamo.
Elisabetta Bagli

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