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I Concerti del Tempietto. La mia esperienza.

I Concerti del Tempietto. La mia esperienza.
a cura di Elisabetta Bagli
Elisabetta Bagli e Angelo Filippo Jannoni Sebastianini
La mia esperienza ai concerti del Tempietto è stata davvero gradevole e ricca di emozioni uniche che quella magica serata del primo agosto 2015 ha regalato a tutti i presenti.
Come ho detto in un articolo precedente, i Concerti del Tempietto sono in auge nell’estate romana da molti anni ormai e sono una garanzia di musica di alta qualità per il livello straordinario degli artisti che la eseguono. La cornice al Teatro di Marcello e, in caso di pioggia, nella Sala Baldini di Santa Maria in Campitelli, è una cornice di prestigio ed elegante, nella quale immergersi tra le note di Bach o di Debussy è davvero un privilegio riservato a pochi. 
Elisabetta Bagli e Anita Napolitano
Invitata dalle poetesse Donatella Giancaspero e Anita Napolitano, che da quest’anno coordinano la rassegna poetica che ha visto proprio il suo debutto in questa stagione, sono andata in questo luogo affascinante, portando delle mie liriche in italiano e in spagnolo tratte dalle sillogi poetiche, “Voce” e “Dietro lo sguardo”.
Quando il direttore de I Concerti del Tempietto, Angelo Filippo Jannoni Sebastianini, mi ha chiamato sul palco per leggere mi tremavano le gambe e anche la voce!
Rotto il ghiaccio, grazie alla sua squisita accoglienza,
Antonella Rizzo e
Angelo Filippo Jannoni Sebastianini
sono andata avanti come un treno, felice di trovarmi al centro della mia città, toccando le mura antiche dei miei avi, facendo risuonare la mia voce e i miei versi tra le colonne del Teatro, dentro le anime delle persone che erano lì ad ascoltare proprio me!
Non ero sola in questo debutto al Teatro di Marcello, ero accompagnata da Antonella Rizzo, un’artista davvero straordinaria che ha saputo rendere viva la voce di Cleopatra, in un luogo decisamente adatto alla sua performance. Molto bella la sua pièce che mi auguro di ascoltare per intero, un giorno. Ho scoperto questa artista proprio in quella serata magica ed è nata subito tra noi due una simpatia reciproca che speriamo di poter coltivare nel tempo.
Dopo le nostre letture e le declamazioni poetiche delle due anfitrione, abbiamo ascoltato le sonate di Bach padre e figlio nella superba interpretazione della pianista Cinzia Dato che ci ha donato la possibilità di ammirare il contorno in cui stavamo facendoci volare letteralmente sulle note emanate da uno splendido pianoforte a coda nero.
In quei momenti ho sentito dentro di me l’ispirazione irrefrenabile per una poesia, una forza indescrivibile che mi spingeva a scrivere sui tasti del mio cellulare. Inserirò la poesia dedicata a Cinzia e a quei momenti, proprio ora alla fine di questo articolo a suggellare un’esperienza che ricorderò sempre con tanto affetto. Ringraziando infinitamente Anita, Donatella, Angelo, Cinzia e Antonella per questo regalo che mi hanno fatto. 
Da sinistra Elisabetta Bagli, Donatella Giancaspero, Terry Olivi
Alle loro spalle sempre da sinistra Anita Napolitano e Antonella Rizzo

“La pianista”

Cinzia Dato

Elisabetta Bagli

(Concerto di Cinzia Dato del

1 agosto 2015 
al Festival Internazionale delle Nazioni 
al Teatro di Marcello – Roma)

Il sole feroce declina
sui resti schiavi del tempo
vestiti di stelle, assorti
nella magia viva del Tempio
ove figura corporea e aulica
illumina il legno nero,
scintillante di note.

L’alba della luna
si posa su bianche colonne
sedotte dalla forza creatrice
del corpo disteso sul piano:
muscoli tesi nell’abbraccio
sensuale e possente
che profondo affonda nell’avorio
tra i bemolli in chiave,
rincorrendo rapido e deciso
l’intreccio trafelato delle dita.

Improvvisa lesione nel tono fragoroso.
L’incedere è fermo.
Un respiro.
La progressione torna.

Allegro, adagio, andante,
mascheroni e capitelli,
arcate e volte
fuse a luci in bianco e nero,
e dita come fiori scivolano vellutate
nelle piccole trasparenze dell’anima
tingendola d’arancio
come la potenza rivelata
nella furia di un amplesso segreto
tra l’erba e le antiche rovine,
tra le parole e la musica,
nella fecondità dell’armonia
tra le venature di poesia
e la dolcezza delle note.

Il destino,
un alito di vento,
un’oasi nel mondo,
proprio lì,
dove inizia e finisce il cielo.

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