“Le cose che non hai mai avuto il coraggio di dire”, Gara di Poesie Fast, Settimo Evento
Proibita (vincitrice ) Gino Centofante
Attimi trascorsi
vento gelido
le tue membra raggrinziscono;
io cammino per vie sconosciute
sotto un letto di foglie
che al mio tastare risuonano
lente col loro rumore
denso e soffocante.
Tu sei un rimorso
un pentimento
un peccato
una delizia
che il mio palato
non assaggiò,
non ebbi il coraggio
e la forza di osare
e ora mi trovo a mendicare
certezze e bellezze
di una te
che adesso è sogno proibito.
Un amore del passato (Alfredo Betocchi)
Un amore del passato
taciuto, trascurato.
Nostalgia per cose dette,
rimpianti per quelle fatte,
segreti per due cuori
che temo escan fuori.
Tutto ciò che hai taciuto (Cristina Parente)
Tutto ciò che hai taciuto l’hai rinchiuso nel cuore
tra ricordi di carta e parole da dare
tu che hai sempre taciuto la ragione più vera
ora scopri che il tempo non è troppo per te
E vorresti tornare la bambina d’un giorno
per rivivere ancora la tua gioia più pura
col coraggio annodato a profonda paura
senza troppi pensieri urlare alla gente
E vorresti parlare anche quando non puoi
dei tuoi sogni cullati, cresciuti con te
tutto ciò che hai taciuto non ha labbra più vere
di un silenzio tenuto al riparo dai guai
Amore ( Paolo Pusceddu )
Per trovare un po’ d’amore,
per immergere il cuore nel suo soffio caldo e materno,
ho dovuto rovistare fin nelle profondità dei miei ricordi, seppelliti in fondo a un baule sotto cataste di inutilità,
come in un antico sepolcro ricoperto dai detriti del Tempo.
L’ho trovato, odorante della polvere e del chiuso di vent’anni eppure ancora vivo, presente e rosseggiante
come brace sotto la cenere.
E vi ho trovato anche la mia follia.
Non, si badi bene, non la nobile follia
di cui ardono gli eccelsi, ma solo la demenza, l’imbecillità di chi, sapendo di sbagliare, ha voluto sbagliare.
Ora sì, ammaestrato dagli anni, ammansito dall’infelicità, potrei riscattare la mia stoltezza con la sublime follia:
chi se ne frega della famiglia, del lavoro,
del presente, del futuro;
chi se ne frega del giudizio degli uomini, chi se ne frega di Dio.
Abbandonare tutto,
come san Francesco abbandonò le sue ricchezze e cercare lei, fino alla consunzione, trovarla e gettarmi ai suoi piedi, chiederle perdono, offrirle la mia vita.
Perché lei è Dio.
Tacqui (Monica Pasero- Fuori concorso)
L’amore sfumato
Ti ho amata
Oh, se ti ho amata
Le fulgide estati
Fatte di mare, fatte di sole
Le membra nell’acqua
I baci brucianti
Il sale negli occhi
Le lacrime calde
Promesse fallaci
Di un dopo sfumato
Poesia fast fuori concorso Tacqui. Pasero Monica
Tacqui per tutta la mia esistenza
Quanto il tuo amore fu l unica mia essenza
Quanto essere amata da te mi rendesse viva
quanto ho perso perdendo te Vita mia.
Al sicuro ( Ibba Giancarlo)
Al sicuro,
dietro il tuo scudo di silicio,
osi sfidare te stesso.
Tra le sbarre della tua liberta’
scagli caratteri di cristallo
nello stagno immobile dell’apparenza.
Dillo! Le parole che non hai il coraggio di scrivere
sono le stesse che non vuoi più’ ascoltare,
tra tutte, quelle che fanno ancora male:
“il nostro non era amore,
ma un incontro di solitudini…”
Ecco, l’hai fatto. Torna dietro lo scudo, ora.
Presto le onde si placheranno.
Quello che non riesco a dire – poesia fast – ( anche se poesia non è..) Nadia Lattanzi
<< Cosa vuoi da me ora??…sei intorno a me …dentro me..come se niente fosse, come se non ci fosse un passato..no sta zitto! Tu non sai, non conosci. Non immagini. E mi chiedo perchè? C’è un motivo, una ragione, un pretesto,una scusa che adesso potresti accampare per farmi togliere di dosso quello che sento?..no..non c’è mai una scusa per questo, sarebbe inesorabilmente ridicola, falsa.. sta zitto che è meglio.
Sei li con l’aria finto/paternalistica. E cazzo io non so se credere ai miei ricordi oppure annegare nella falsità dei tuoi comportamenti. Lo sto negando…negando fino allo stremo. Mi sto togliendo la pelle di dosso affinché non possa ricordare le tue mani…cerco di zittire quella cazzo di voce che per tanti anni mi girava in testa. Ho rimosso una parte della mia vita per te..per colpa tua. Non so chi sono da una vita e forse te c?entri qualcosa. Non mi hai lascia
to libertà di scelta.. di provare..di immergermi in un amore totalmente..non mi hai dato mai la possibilità di essere me. Almeno portati sto cazzo di rimorso nella coscienza. Vivi anche tu una vita a metà?..Si ma tu hai scelto. Io no,
ma forse tu il problema non te lo sei mai posto. O forse è come mi hanno detto..”il troppo amore genera un’azione sbagliata” mi amavi troppo? Di quante persone ancora non dovrò fidarmi di troppo amore? O forse quella è la tua normalità e io non posso neanche “crogiolarmi” nel sogno/incubo di essere stata tanto amata?…ma tanto non rispondi..anzi no non voglio tu risponda. Fai silenzio. Ho diritto di parlare io. Sai cosa cazzo vuol dire non riuscire ad avvicinare un uomo? Sai cosa vuol dire averne paura? Sai cosa significa castrare una donna? Bè siediti che te lo dico.
Niente. E niente è la parola esatta.>>
Le cose che non ho mai avuto il coraggio di dire (Piero Fratacci)
La mente è confusa e non riesce ad uscire, quello che ho dentro e mi sento morire. I miei sentimenti sono cambiati ed ho paura non siano capiti,vedo la gente che mi fissa e sorride,perchè non è pronta e non riesce a capire che l’amore più bello, esce dal cuore,non guarda il sesso ma da solo colore,alla tua vita come un arcobaleno,che si fa vedere solo quando è sereno. Ma ora è arrivato quel grande momento, e non voglio tenermi più tutto dentro .Do i miei sentimenti,e tutto il mio cuore,se dentro i tuoi occhi….vedrò quel colore!!
Parole non dette (Damiano Semerari)
Ci sono parole che non mai detto
Ci sono emozioni che non mai raccontato
Ci sono segreti che non ho mai svelato
E tutto quello che io non ho ancora detto
è tutto ciò che io non so.
Avrei tante cose da dirti (Rosa D’Agostino)
Quante volte
ho incominciato un discorso,
quante volte
ho scritto e poi strappato,
ho cercato
le parole più adatte.
Volevo entrare nel tuo cuore
in punta di piedi,
accarezzarti l’anima
ma non ci sono riuscita,
non t’ho graffiato
minimamente il cuore.
Quante volte ho pianto per te,
cercando di immaginare un dialogo,
io non ho mai visto una luce nei tuoi occhi,
uno sguardo d’amore per me.
Soltanto parole e parole,
non mi hai mai guardata negli occhi.
Avrei tante cose da dirti,
ma non ne ho il coraggio,
avrei mille cose da raccontarti,
ma tu non mi apri il tuo cuore,
non so
come entrarci.
Tutto ciò che non ti ho detto (Kenia Cedeno)
Tutto ciò che non ho detto
e quello che porto nel cuore
perche ho tradito tante volte
col pensiero il nostro amore.
Mi sono pentita per questo
oggi a te chiedo scusa
ma come faccio a dimenticare
questo amore che mi sfiora
l’anima mia peccatora.
E quello che non ti ho detto
per paura di farti male
che la sera di notte fonda
il mio corpo cerca d’amare.
Quest’anima gemella
che col pensiero mi accompagna
mentre al tuo bacio rispondo
innamorata o pazza.
saprai di questo secreto
oggi che a te, ho scritto
questa mia penna d’amare
per lui che non sa che io
esisto.
Silenzi (Kenia Cedeno)
In silenzio hai sussurrato
tante parole d’amore
tu amante inaspettato
nascosta ti amerò per sempre.
La notte complice degli amanti
che oggi sera in silenzio ascolta
il battere dei cuori innamorati
il respiro profondo, della passione esplosa.
Amanti per sempre nascosti
nessuno lo può sapere
sola mentre ti lascio andare
piango in silenzio mi pena.
E tutte quella parole
che all’orecchio piano
hai sussurrato
le porto nascoste dentro
in una scatola di pandora
per non lasciare sfuggire
un secondo di questo amore.
Gelosia Respinta (Alberto Prati)
Tu, dall’alto della tua perizia
Non fai altro che elargire mestizia
Gelosia, è una parola a te ignota
Perché in te è negativamente immota
Gelosia è sentimento
E’ amore di chi ama in movimento
E se non capisci questo
I nostri cuori avranno un arresto
E se non apprezzi questa sana emozione
Diamo fuoco a tutta questa finzione
Avrei voluto urlare ( Tanya D’Antoni )
Avrei voluto urlare tutta la mia rabbia,
ma tanto non mi avresti ascoltata,
ora sento dentro me la voglia di dirti
ciò che non ti ho detto
anzi che non ho avuto il coraggio di dirti,
hai distrutto i miei sogni
cancellando i bei ricordi
con parole ingannatrici,
lasciandomi un vuoto
e un ricordo amaro.
Solo adesso trovo il coraggio di dirti
che sei uscito per sempre dalla mia vita
Ti amo (Stefano Balestrieri)
E’ vero non l’ho mai detto.
Ma cosa posso fare
se temo che queste parole possano lacerarmi l’anima?
Se ho timore che il solo pronunciarle
possa causare dolore?
Non sai quanto vorrei urlare,
quanto desideri che cadano come pioggia incessante
per lavare via questo oscuro peso
che lentamente mi uccide.
Perché dirti quel che provo
mi spoglia delle mie difese,
delle mie certezze.
E a quel punto,
quando ai tuoi occhi sarò nudo,
tu che farai?
Accoglierai questo essere fragile,
o lo abbandonerai al suo triste fato?
Taciti intenti (Stefano Balestrieri)
Chiuse nei recessi della mente,
Si dibattono per vedere la luce,
Sopite, trattenute,
chiedono vita
a quelle labbra serrate
che ingabbiano il pensiero
restringendone i confini.
Sono le cose che ho gelosamente nascosto,
di cui ho avuto paura,
che non ho mostrato,
per cui non ho combattuto,
una parte di me,
una libertà che mi sono negato,
un rimorso, un sogno inespresso.
Adesso è però giunto il tempo
di chiamarle per nome,
di lasciarle trasportare dal vento,
con la forza del suono,
perché io sia me stesso,
affinché tutto cambi
Senza il coraggio di me ( Oliviero Angelo Funia)
S ussulto
E sitazioni
N elle
Z avorre
A ncorate,
I nibendomi
L ucido
C oraggio
O sante
R agioni
A ppropriate,
G uadando
G orghi
I nconsci
O bliati,
D ivulgando
I mmaginarie
M acchinose
E steriorità.
Per non ferirti ancora nel riflesso (Oliviero Angelo Fuina)
Forse bastava chiudere la porta
scordando esitazioni di facciata
esiliando le parole d’afflato
al di fuori dei recinti innalzati.
Ti avrei dato gli specchi di te stessa
senza tessere nebbie in codardia
per nascondermi sotto i tuoi sorrisi
per non essere nudo con me stesso.
Forse bastava, ed io non l’ho creduto,
e non ti ho detto il male che ho indossato
per non ferirti ancora nel riflesso
di una corazza che racchiude il pianto.
Ora che è tardi e chiuso è ogni confine
le mie parole vagano disperse
mai pronunciate, senza alcun vagito,
nasce un silenzio e dentro muore sguardo.
Il coraggio taciuto (Vito Maurantonio)
Fermo resto a guardare
Il silenzio delle parole
Il coraggio taciuto
Alla luna ti ho sussurrato parole
Suggerite dal mio cuore
Mi sono svegliato
Fermo sono rimasto a guardare
Le cose che non ti ho detto mai
Mentre scivolavano
Dalla fredda parete del silenzio
La vita l’ho guardata
Anche riflessa dallo specchio
I miei occhi non si sono fermati
Solo all’ombra proiettata
Dalle luci artificiali
Il sole mi ha distratto
Eppure
Ti ho guardata
E sono solo riuscito a mandarti
Farfalle ad urlarti il mio nome
Le parole che non ti ho detto mai ( Sabrina Tolo)
Vorrei parlar con te,
oggi mi e’concesso.
Te lo scrivo con il sorriso
Della luna ,parole che
Parlano d’amore e nella
Convinzione che tu sei
Qui, sul libro della mia
Esistenza scrivero’ le
Parole che non ti ho detto
Mai ti amo e moriro’
Offrendoti la vita
Ottobre ( Francesco Paolo dell’ Aquila)
Non c’è spazio
se ottobre non lo dormi ancora sulla sabbia
se ti lasci cadere la sua notte addosso
e parli col respiro che ancora non è suo
Ottobre ha la faccia di un neonato anziano
se c’è luce
e non ti lascia subito alla sera
non avrai più tempo
Una chiave pende dalla toppa
prima o poi anch’io sarò amato
portandomi alla tua porta
saprò bussare
col sangue dei fusti già in fermento
e ubriaco sarai libero con me di fuggire
Ma è tardi
Chopin suona il suo notturno
lascia il suo tempo, lascia tutto
… è ottobre
Parole tra le mani (Maria Mancusi)
In silenzio, sotto una coperta
di parole non dette le tue mani
vuote e in equilibrio.
Le guardo piene della mia vita
e trema la mia pelle
per la fragilità di te di me mista.
E il mondo intorno
è inferno
che ci invoca
che ci strappa alle favole
che ci tinge di sangue
che si veste di lutto.
Ti aspettano le mie mani
per seppellire il male.
Parole (Sebastiano Impalà)
Mute,
le parole si rifugiano
nelle tane dell’orgoglio.
Hanno piedi di piombo
e ali pesanti
le signore della vita.
Con veli scuri
popolano le stanze,
origliano sotto gli angoli delle porte,
si nutrono di affannati sospiri.
Culture sovrapposte
le spingono ad uscire
ma limiti senza ordine
ostruiscono la via.
Hanno vita breve
come gli entusiasmi…
sono d’aria
e come venti malsani
uccidono popoli interi.
L’antitodo,il silenzio.
Recensione della poesia vincitrice della gara fast, a cura di Nadia Milone
Probita di Gino Centofante
Meravigliosa descrizione di un sogno d’amore che non si realizza. “Tu sei un rimorso, un pentimento, un peccato, una delizia che il mio palato non assaggiò”. Perché, come fin troppo spesso accade, la paura di esprimere i nostri sentimenti e la mancanza di coraggio, ci fanno rinunciare a vivere amori e passioni per noi importanti. E allora ecco che poi viviamo di rimpianti e di pentimenti, quando ormai è troppo tardi.
Ben esprime il poeta in questi versi, la sua amarezza per non aver avuto “il coraggio di osare”, di andare oltre e provare a vivere un amore, ritrovandosi quindi tra le mani nient’altro che un sogno proibito.
Sono versi intensi e molto significativi che toccano il cuore e fanno scendere una lacrima.


