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Nicole Cascione, giornalista del“Quotidiano di Bari” e del sito www.voglioviverecosi.com intervista Elisabetta Bagli, autrice di “Voce”.

Nicole Cascione, giornalista del  “Quotidiano di Bari” e del sito www.voglioviverecosi.com intervista Elisabetta Bagli, autrice di “Voce”.
Nicole Cascione: Ciao Elisabetta. Iniziamo a conoscerti meglio. In quale città d’Italia vivevi prima di trasferirti a Madrid? Cosa ti ha spinto a prendere questa radicale decisione?


Elisabetta Bagli: La mia città è Roma. Ho vissuto lì, al Rione Garbatella, quartiere Ostiense, per 32 anni, ma poi la vita mi ha portato a vivere definitivamente a Madrid.


Nicole Cascione: Quando hai deciso di trasferirti definitivamente? Cosa ti ha spinto a prendere questa radicale decisione? C’è un motivo in particolare che ti ha spinto a scegliere Madrid? Per quale motivo  hai deciso di lasciare l’Italia? Non ti offriva molte possibilità per un avvenire sereno? Che lavoro svolgevi in Italia?
Elisabetta Bagli: Ho deciso di lasciare l’Italia non perché non mi offrisse opportunità di lavoro. Sono Dott.ssa Commercialista e avrei avuto l’opportunità di rimanere a lavorare a Roma nel nostro studio di famiglia, con mio padre e mio fratello. Devo ammettere, una persona privilegiata in questi tempi in cui è complicatissimo trovare lavoro e mantenerlo. Ma ho conosciuto Fernando, mio marito, mentre era impegnato con il programma Erasmus all’Università “La Sapienza” di Roma e io ero una studentessa della “Facoltà di Economia e Commercio” sempre della stessa Università. Dopo ben nove anni e mezzo, nei quali abbiamo incrementato il fatturato delle linee aeree tra Madrid, Roma e Santander (perché la sua famiglia vive a Santander) abbiamo deciso di convolare a nozze e ci siamo sposati. Il nostro matrimonio è stato a Roma con molti invitati e ben 42 parenti e amici di mio marito che sono venuti dalla Spagna. E’stato veramente divertente con balli e musiche di ogni tipo. E dopo il matrimonio siamo venuti a vivere a Madrid dove lui aveva già lavoro come docente universitario di Diritto Internazionale Pubblico. Quindi, il motivo reale della mia decisione non è stato il lavoro, ma… l’amore. Per questo non sono indicativa della situazione italiana in merito al settore lavoro, ma sì che posso esserlo della situazione spagnola attuale, considerando che non è per nulla facile, attualmente trovare lavoro in questa meravigliosa terra del fuoco e del sole.


Nicole Cascione: Da quanti anni vivi a Madrid?


Elisabetta Bagli: Vivo a Madrid dal 2002, da quando mi sono sposata appunto. E’ una città splendida. Per me, naturalmente, Roma è Roma, ma amo la città che mi ha “adottato”. E’ pulita, grande, comoda, le persone sono affidabili ed amichevoli. E’ la città giusta per me: ero madrilena e non lo sapevo finché non ho scoperto il suo stile di vita che condivido in pieno, in ogni suo aspetto. I miei bimbi stanno crescendo vicino al Retiro, in una zona verde e ricca di stimoli per la loro esistenza, per alimentare la loro curiosità e la loro vita. Adoro questa città.


Nicole Cascione: Che attività svolgi? È stato facile, per te, trovare il tuo attuale lavoro? Di cosa si tratta precisamente? ( parlaci anche del tuo libro)


Elisabetta Bagli: Sono traduttrice dallo spagnolo all’italiano e dall’italiano allo spagnolo. Collaboro con l’Accademia di lingue Booklane di Madrid. Non è stato semplice trovare lavoro. Una donna con una certa età, con dei figli a carico a cui badare, sola, senza la famiglia d’origine vicina, senza la famiglia del marito a Madrid, perché ripeto, loro vivono a Santander, deve ottemperare a tante mansioni che trovare il lavoro adatto che mi permettesse di svolgere tutto nel migliore dei modi, ottimizzando il mio tempo per conto mio, non è stato per nulla semplice. Se avessi avuto un lavoro fisso ed uno stipendio fisso chi avrebbe badato ai miei figli? Nessuno. O avrei dovuto prendere il mio stipendio e darlo direttamente a un’ assistente o baby sitter che potesse svolgere le mie mansioni con i miei figli. Che senso avrebbe avuto? Per me, nessuno. Bada bene, non critico di certo le persone che lo fanno. Assolutamente no. Ma dico solo che io ho operato una scelta diversa. In questo modo ho potuto gestirmi il mio tempo da dividere con la casa, con la crescita dei miei figli, crescita alla quale partecipo attivamente ogni giorno, controllando compiti e attività extrascolastiche e con il mio lavoro i cui orari sono studiati affinché possano coincidere con l’orario scolastico o con la sera. Il mio pomeriggio è interamente dedicato a Francesca Romana e a Stefano. A volte, ritaglio anche un po’ di tempo per leggere e scrivere. Le mie più grandi passioni. Mi piace molto la poesia e da poco più di due mesi ho pubblicato il mio primo libro di poesie che s’intitola “Voce”, la cui presentazione è avvenuta a Roma, al punto d’incontro culturale  “78 Giri Caffè” di Maurizio e Barbara Antinori. Ero emozionatissima. La mia prima esperienza come scrittrice. Con un libro che amo, sofferto e voluto con tutta me stessa. Sono stata intervistata dalla giornalista Nicoletta Orlandi Posti di “Libero” e ora si sta distribuendo a Roma e ho preso i contatti per far avvenire la sua distribuzione anche a Madrid, affinché lo possa conoscere anche la comunità italiana di questa città.


Nicole Cascione: Ti sei trasferita nel 2002 e sei riuscita a inserirti nel mondo del lavoro. Ma per chi volesse trasferirsi oggi a Madrid, è altrettanto facile trovare un lavoro? C’è molta disoccupazione come qui in Italia? In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti ai giovani italiani disoccupati?


Elisabetta Bagli: Il tasso di disoccupazione è molto alto qui in Spagna. Non è per nulla semplice trovare lavoro. Anzi, per meglio dire, un lavoro specializzato, incanalato verso lo svolgimento di un mestiere è molto più richiesto di un lavoro cosidetto di “concetto”. Per questo oggi, come in Italia, ci sono molti laureati che sono a spasso o che debbono eseguire lavori per i quali non hanno studiato ma che sono necessari alla loro sopravvivenza. Qui c’è il 22% di disoccupazione. Dati alla mano la situazione è più che tragica.


Nicole Cascione: Quali erano le tue aspirazioni e i tuoi progetti al momento del trasferimento? Sei riuscita a realizzare ciò che desideravi?


Elisabetta Bagli: Posso dire di averci provato, di essere riuscita a diventare mamma e moglie felice, di aver convertito le mie conoscenze dirette in un lavoro completamente diverso da quanto ho studiato, ma che mi dà qualche soddisfazione e che, anzi, ha fatto uscire la mia “Voce”(il titolo del mio libro).


Nicole Cascione: Qualche volta desideri tornare in Italia? Cosa ti manca dell’Italia? Rifaresti le stesse scelte?


Elisabetta Bagli: Certo che desidero tornare a Roma. Tanto che appena posso ci faccio una capatina. D’estate quasi sempre passiamo lì almeno un mese per rivedere i miei, parenti e amici e per far anche impratichire i miei figli con l’italiano.  Dell’Italia mi mancano tante cose, ma soprattutto le persone con le quali sono cresciuta, i miei luoghi, le mie pietre che, anche se non sembra, hanno un’anima e a me parlano. Le mie poesie spesso sono poesie del passato e questo anche perché in questo modo rivivo Roma e la sento più vicina a me. Ma rifarei le stesse scelte, perché sono proprio queste le scelte che mi hanno portato a vivere la mia vita come desideravo, a formare quella famiglia a cui tanto aspiravo. Ciò ha comportato delle rinunce, è vero. Ma ha anche arricchito la mia vita con una nuova prospettiva del mondo che mi circonda e che mi ha circondato a suo tempo a Roma. Sono quel che ero, ma anche quel che vivo ora.


Nicole Cascione: Ci vuole molto coraggio a lasciarsi tutto alle spalle e a ricominciare una nuova vita in una realtà diversa. Hai avuto paura?


Elisabetta Bagli: Sì, la paura in questo caso rientra nell’ordine delle cose. Chi non ha paura di affrontare l’ignoto? Per quanto possano essere stati noti determinati aspetti della vita che avrei trovato a Madrid, dopo nove anni e mezzo di fidanzamento, la paura di non riuscire, del fallimento c’è sempre. E’ nell’indole umana. Ma è stata bilanciata da una forte fiducia in mio marito, nell’uomo che mi ha fatto conoscere un’altra realtà nella quale io mi sono adattata benissimo.


Nicole Cascione: Come è cambiata la tua vita dopo il trasferimento?


Elisabetta Bagli: Come hai potuto notare dalle domande che mi hai posto in precedenza, la mia vita è cambiata radicalmente. Si può dire che a Madrid sono maturata e di certo in questo mi hanno aiutato l’essere sola, il dover contare solo sulle mie forze e su quelle di mio marito per poter andare avanti con due bimbi di 8 e 5 anni.


Nicole Cascione: A Madrid arrivano molti italiani?


Elisabetta Bagli: La comunità italiana di Madrid è una tra le più popolate. Ti basti dire che secondo l’AIRE (l’Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero e tra questi ci sono anch’io, naturalmente), gli italiani che vengono in Spagna e che non fanno più ritorno in Italia sono 85.000 e che la maggior parte di questi sono distribuiti nelle città di Madrid e Barcellona. Frequentando la comunità italiana anche per via della Scuola dei miei figli, mi rendo conto però che non tutti sono italiani nati e cresciuti in Italia come me, ma che ce ne sono anche molti che sono naturalizzati italiani per legge, per matrimonio, per ascendenza… etc… etc… e ce ne sono altri invece, che costituiscono la stragande maggioranza degli italiani che vengono in Spagna, vengono in Spagna per lavoro, per via di società italiane ivi presenti nel territorio che approntano stages o altro e per questo hanno necessità temporanee di lavoratori di madrelingua che provengano dalla Patria. E questi, in genere, non si fermano per più di 5 anni e poi tornano in Italia occupando di nuovo il loro posto di lavoro, ma con un bagaglio e una esperienza in più.


Nicole Cascione: Quale è stata la tua prima impressione, una volta giunta a Madrid? Quali sono le maggiori differenze tra la tua città natale e Madrid? Quali sono gli aspetti di Madrid che cambieresti?


Elisabetta Bagli: Madrid è una città pulita, grande, una metropoli nel vero senso della parola. I negozi sono aperti fino a tardi, anche nel fine settimana ed alcuni sono aperti anche di notte. Le luci di Madrid sono impressionanti. Bella, una città piena di vita che non mi mette paura. Anzi, posso tranquillamente andare in metro la sera e vedere pure persone indesiderate ma non mi sono mai sentita a disagio o in pericolo. E poi non dimenticarti, Nicole, che sono una mamma e il Parque del Retiro al quale noi andiamo perché a dieci minuti di passeggiata da casa nostra, un parco che è il corrispondente della nostra Villa Borghese a Roma, è strabiliante, pulito, tenuto benissimo e non ho assolutamente paura di lasciar giocare liberamente i miei figli, non ho paura  che possano trovare cose indesiderate e indesiderabili. Le differenze sono essenzialmente quelle che ho appena descritto. Ma Roma è una città millenaria, con la sua storia e con le sue persone. Madrid, abbracciando proprio questo concetto di metropoli è una città proiettata al futuro, ma un forse po’ anonima. Voglio dire, le persone sono gentili e amabili, ma solo dopo che le conosci. Non danno molta confidenza al principio. A Roma ti danno subito una mano, anche se chiedi dov’è una via, un romano quasi ti porta a destinazione. È nella sua indole. Per parafrasare il nostro beneamato Brignano, se il romano è romano “non è colpa sua”!!!


Nicole Cascione: Cosa non ti piace della realtà in cui vivi? Se potessi creare una realtà perfetta, quali aspetti prenderesti di Madrid e quali della tua città? Ci parli un po’ della situazione economica e sanitaria di Madrid? Quanto costa vivere a Madrid?


Elisabetta Bagli: Della mia realtà cambierei sicuramente casa. Ovvero vorrei una casa mia non in affitto e più grande di quella in cui viviamo. Il mio è un appartamento unico, che adoro. Ha un panorama invidiabile. Da quassú (vivo al 14º piano) vedo tutta Madrid, la mia Madrid con i suoi edifici importanti e perfino la Sierra. Ma vorrei che fosse mio, nostro. Ho bisogno di sentire che appartengo a questa città per poterla sentire veramente mia. Ho bisogno di poterlo fare e disfare a mia immagine e somiglianza, di porre la mia identità anche nell’intorno in cui vivo. Madrid è un pochino meno cara di Roma. Ma siamo lì. La realtà perfetta che mi piacerebbe creare? Miscelare la mentalità cosmopolita madrilena con la generosità, l’amore e il sorriso tipico romano. Impiantare la stessa identica rete di trasporti urbani, quali metropolitana, autobus e perfino taxi con la loro esperienza ed efficienza a Roma, dove è meglio camminare piuttosto che attendere un autobus per un’ora. Inserire a Roma un sistema sanitario pubblico pari a quello madrileno efficiente e organizzato e parlo per esperienze personali avendo due bambini. Prendere le pizzerie e i ristoranti di Roma e far comprendere agli spagnoli che la pizza e la pasta non sono solo colla o surgelati da riscaldare… e potrei andare avanti così fino all’infinito, mia cara Nicole, ma è giunto il momento di salutarci e di incontrarci a Madrid, magari, per fare un giro per “tapas” nella “movida” madrilena, o no? ¡Hasta pronto!
Per contattare Elisabetta Bagli:

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