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Roma, tra storie, canzoni, vizi e passioni: la città eterna ritrova le sue antiche tradizioni


Roma, tra storie, canzoni, vizi e passioni: la città eterna ritrova le sue antiche tradizioni

Molte sono le emozioni, i sentimenti e le sensazioni che teniamo nascoste all’interno della nostra anima, unica chiave di accesso alla persona che realmente siamo e che abbiamo paura di mostrare agli occhi esterni.
Roma: Tra storie, canzoni, vizi e passioni è una nuova produzione teatrale ideata e scritta da Lavinia Lalle eSarah Mataloni, che trasforma le emozioni in gioia, le tradizioni in esilaranti risate, ma soprattutto trascina con allegria e spensieratezza il grigio spessore della vita di oggi in un circo fatto di colori e usanze dimenticate dall’uomo ma non dalla sua memoria. Lo spettacolo è il primo passo del progetto dal titolo L’Eco dei San pietrini. 
Il Progetto nasce da un’idea di Sarah Mataloni e Lavinia Lalle, di voler riportare alla luce, la densa ma sepolta identità romana, attraverso le canzoni, le poesie e i personaggi che hanno reso la città eterna, grande agli occhi del mondo, rispolverando vecchi testi poetici come; Belli e Trilussa, le ricette della Sora Lella e gli aneddoti di Aldo Fabrizi.Le due artiste vogliono regalare al pubblico un assaggio della romanità, di Roma, dei vizi, e delle sue beltà attraverso le parole di artisti, poeti, attori, cantautori, che l’hanno resa grande negli ultimi due secoli. Tra i pezzi interpretati, Roma nun fa la stupida stasera, Sempre di Gabriella Ferri e il tributo di Lando Fiorini ad Anna Magnani. Lasfida proposta dalle autrici e ideatrici non è banale, se si pensa che in poco tempo il pubblico dovrà ridere, commuoversi e farsi coinvolgere in questo intenso cammino verso il cuore pulsante della nostra nazione.I musicisti Gianni Mirizzi e Aldo Massimidiretti dal maestroFrancesco Paniccia interpretano la tradizione romana dei vecchi menestrelli e dei cantastorie trascorrendo, come detta l’antica usanza liete serate nelle osterie, tra un buon bicchiere di vino rosso e uno stornello. L’originalità dello spettacolo, diretto da Paolo Mellucci, risiede non soltanto nella varietà dei generi artistici presentati, ma anche nel fatto di non voler essere didascalico. Il pubblico dovrà quindi individuare, nei brani e nelle canzoni proposti, i vizi, le passioni e i pregi che caratterizzano il tessuto sociale romano che nonostante il trascorrere del tempo è rimasto inalterato negli ultimi secoli.

Le prossime tappe romane dello spettacolo si terranno il prossimo 09 e 10 novembre al teatro San Carlo Lwanga.

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